Cura delle Gengive (Parodontologia)

Gengive e osso mascellare costituiscono il tessuto di sostegno (paradonto) di un dente.

Quando questo di ammala, a causa di una parodontite (o piorrea), se non curato in tempo può portare alla perdità dei denti per eccessiva mobilità.

L’infezione del paradonto colpisce dapprima le gengive ed in seguito l’osso di supporto dei denti che comincia a ridursi in altezza e spessore. L’osso così non potendo resistere alle aggressioni batteriche si ritrae sempre più con la conseguente formazione delle cosiddette tasche paradontali (o gengivali).

Al contrario della carie, la parodontite è una malattia particolarmente infida, in quanto la lenta e progressiva distruzione dei tessuti di sostegno dei denti avviene spesso senza la manifestazione di alcun dolore. Può diventare dolorosa soltanto allo stadio avanzato quando si possono formare degli ascessi.

La ricerca scientifica ha dimostrato inoltre che la parodontite può provocare problemi all’intero organismo in quanto i suoi batteri patogeni si riversano nell’intero circolo sanguigno aumentando il rischio di:

  • ictus e infarti
  • complicanze in gravidanza ( parto prematuro o nascita di bambini sottopeso)
  • elevati valori glicemici nei pazienti diabetici
  • malattie polmonari.

Anche per questo motivo è importantissimo mantenere sotto controllo l’infiammazione parodontale.

La parodontite inoltre, pur essendo causata da batteri, non è una patologia contagiosa tra due individui che vengano a contatto (es. bacio, saliva, sangue, etc).

Colpisce in Italia circa il 60% della popolazione e si manifesta generalmente in età matura, tra i 35 ed i 44 anni e ha un decorso lento nel tempo.

Può colpire anche il giovane adulto, in tal caso il decorso assume però una forma aggressiva e rapidamente progressiva.
La parodontite è reversibile se diagnosticata nelle sue prime fasi.

Anche nei casi più gravi la parodontite è curabile. Non è vero che si tratta di un processo irreversibile e che porta inevitabilmente alla perdita dei denti e al successivo impianto.

Oggi con un adeguato trattamento la parodontite può essere fermata e ,monitorandola nel tempo, impedire la sua progressione. L’osso ridotto in alcuni casi e possibile recuperarlo con interventi di chirurgia rigenerativa.

Le cause della malattia

La malattia riguarda maggiormente:

  • chi non osserva un’adeguata igiene orale
  • i soggetti predisposti geneticamente
  • i fumatori
  • i pazienti diabetici
  • chi soffre di particolari forme di poliartrite reumatoide
  • chi risente di deficienze immunitarie congenite o acquisite (es. AIDS).

La causa principale della malattia parodontale può essere individuata soprattutto in un’inadeguata igiene orale da parte del paziente.

Quando questa è trascurata i germi all’interno della placca batterica e sulle incrostazioni di tartaro possono moltiplicarsi indisturbati. Le tossine da essi prodotte portano alla gengivite, che si manifesta con l’abbassamento o il sanguinamento delle gengive. 

e la gengivite perdura, l’infiammazione può estendersi all’osso che sorregge i denti, favorendo di fatto la parodontite.
La formazione del tartaro e della placca si può evitare utilizzando frequentemente il filo interdentale e lavandosi i denti almeno 3 volte al giorno. I residui di placca possono essere difficili da eliminare con lo spazzolino già solo dopo 7 ore quando questa cominciare a calcificare.

Quello che molti pazienti ignorano è che spesso una pulizia dei denti domiciliare non riesce a rimuovere in modo completo ed efficace il tartaro sotto-gengivale. Per questo la pulizia periodicamente deve essere eseguita anche dalle mani esperte di un parodontologo o di un igienista dentale.

Il tartaro sottogengivale è causa di alitosi che è la principale causa della perdita ossea.
Quando non ci si sottopone a sedute di asportazione del tartaro per diversi anni questo diventa nero.

La predisposizione alla parodontite è trasmissibile geneticamente dai genitori ai figli. Per questo alcuni soggetti soffrono di malattia parodontale nonostante l’ osservanza di una adeguataa igiene orale .

Oggi sappiamo che circa il 30% della popolazione ha un genotipo che predispone alla parodontite.
Per questo è bene appurare se nel proprio nucleo famigliare ci sono casi di infezione al paradonto.
I forti fumatori (più di 9 sigarette al giorno) hanno un rischio più elevato di contrarre la parodonite che i non fumatori.

La parodontite nei fumatori avanza spesso più rapidamente e ha un decorso più aggressivo e insensibile alle cure.Gli odontoiatri sconsigliano sempre l’uso di sigarette.

Anche Il soggetto diabetico ha un rischio maggiore di ammalarsi di gengivite e di parodontite. La parodontite potrebbe portare ad elevati valori di glicemia con tutte le conseguenze del caso.

Inoltre studi scientifici rilevano anche un nesso fra lo stress e la malattia parodontale, dovuto probabilmente al fatto che lo stress indebolisce la difesa immunitaria.

Come riconoscere la malattia

La malattia parodontale è sottovalutata dai pazienti nelle sue fasi iniziali perché non causa dolore. Ignorando di poter essere malato spesso il paziente si rivolge allo specialista solo nelle fasi finali della patologia, quando il problema è ormai difficilmente rimediabile.

Sintomi che segnalano l’insorgenza della malattia sono:

  • gengive sanguinanti durante lo spazzolamento dei denti
  • il gonfiore (edema) del bordo gengivale
  • un persistente alito cattivo.

Segnali più preoccupanti, in quanto denunciano una malattia in fase avanzata sono:

  • una sensibilità dentale per la retrazione delle gengive
  • lo spostamento progressivo dei denti dalla loro posizione originale con apertura di spazi
  • la comparsa di mobilità dentale che può causare anche dolori alla masticazione
  • l’uscita di pus dai solchi gengivali (piorrea)
  • la manifestazione ricorrente di dolorosi ascessi gengivali
  • la formazione di tasche gengivali

In questi casi se non si vogliono perdere i denti sostituendoli con un impianto dentale occorre immediatamente contattare un odontoiatra che si occupi di parodontologia, il quale accerterà, attraverso un esame clinico, il sondaggio dei solchi gengivali con una sonda millimetrata, ed un esame radiografico, la gravità del problema e proporre la giusta terapia per risolverlo.

Nel nostro studio il sondaggio parodontale viene regolarmente eseguito su tutti i pazienti. Una sonda millimetrata è mossa lungo il bordo gengivale misurando per ogni dente la profondità delle tasche gengivali.

In gengive sane, la profondità misurata è di 1-2 mm. Valori oltre 4 mm di profondità segnalano spesso una parodontite già avanzata.

gengiveSondaggio fisiologico

Tasca parodontale: Sondaggio patologicoTasca parodontale: Sondaggio patologico

Come curare la malattia

In ogni caso, la cura migliore è sempre la prevenzione, per cui è consigliabile sottoporsi a una visita dal proprio dentista ogni sei mesi e a regolari sedute di igiene professionale.

Gia solo rimuovendo completamente placca e tartaro (con il conseguente drastico abbattimento della carica batterica), la malattia può essere curata anche nei casi molto avanzati. Se placca e tartaro vengono eliminati in tempo con periodiche levigature radicolari da parte del dentista e una buona igiene orale domiciliare, ci sarà anche un ritorno ad una condizione accettabile di salute gengivale.

Dentisti, igienisti dentali e ricercatori sono concordi nel ritenere che la parodontite non possa insorgere in una bocca correttamente pulita.

Anche gli individui appartenenti a nuclei familiari suscettibili alla patologia, con un’igiene orale molto accurata possono evitare l’insorgenza della parodontite.

Quindi la parodontite può essere curata soprattutto ripristinando una corretta igiene orale
Quando invece la malattia è allo stato avanzato, la possibilità di recupero diventa più difficile. Se le tasche delle gengive sono profonde e parte dell’ osso è andato perso è necessario ricorrere a interventi di chirurgia rigenerativa.

Chirurgia Rigenerativa

L’obiettivo della chirurgia parodontale è appunto l’eliminazione (cozz) / riduzione (Stirone) delle tasche gengivali ed osse, nonché la levigatura delle radici(root-planing) e il curettage gengivale (scaling).
Per la ricostruzione dell’ osso ci sono diverse tecniche:

  • Con il metodo GTR (Guided Tissue Regeneration = Rigenerazione tissutale guidata) è possibile rigenerare e ricostruire il tessuto perduto evitando così al paziente di dover impiantare denti artificiali. I difetti ossei vengono riempiti di sostituti ossei sintetici e coperti di membrane riassorbibili. Protetto dalla membrana, il materiale riempitivo si trasforma in osso proprio.
  • Con la tecnica MIST è possibile eseguire interventi di rigenerazione ossea intorno al dente in modo mini invasivo grazie all’ uso di un microscopio.
  • Da alcuni anni è inoltre possibile ricorrere all’uso di farmaci (nome commerciale Emdogain) che, applicati sotto forma di gel proteico bioattivo sulla radice opportunamente levigata e detossificata, inducono la riformazione dell’osso e dei tessuti parodontali.

Gli interventi chirurgici parodontali così come le sedute di curettage gengivale sono normalmente eseguiti in modo indolore sotto anestesia locale.
Chirurgia Rigenerativa

Chirurgia Mucogengivale

La chirurgia muco-gengivale si occupa del ripristino dei livelli gengivali riducendo o eliminando le recessioni gengivali che oltre a denudare le radici, esponendole così all’ azione dei batteri, comportano ad avere pure un sorriso poco naturale.

Infatti un paziente mentre parla o ride, temendo di esporre i tessuti gengivali erosi , lo portano a sorridere in modo innaturale per nascondere le proprie gengive.

Attraverso gli interventi di chirurgia muco gengivale è possibile ridisegnare i livelli gengivali per ridare armonia anche al proprio sorriso.

Le recessioni gengivali possono essere conseguenza della malattia parodontale, ma più spesso originano da abitudini di spazzolamento scorretto; per tale motivo sono spesso associate a erosioni dello smalto e del cemento radicolare.

Tali recessioni possono essere corrette con raffinate manovre chirurgiche mini-invasive, associate a ricostruzioni in composito nei casi di erosioni cervicali.

 

Grazie alle moderne tecnologie, oggi in molti casi possiamo fare a meno di interventi chirurgici, riuscendo a curare con semplici sedute di curettage anche tasche superiori ai 5mm.

La chirurgia muco-gengivale si occupa anche dei casi in cui vi sia la presenza di tessuto gengivale in eccesso, i cosiddetti “sorrisi gengivali” (gummy smile). In tali casi vi è un notevole effetto antiestetico legato al fatto che durante il sorriso e le normali funzioni stomatognatiche le gengive risultino eccessivamente esposte rispetto al labbro superiore; è inoltre frequente che queste ricoprano un’eccessiva parte dei denti che di conseguenza appaiono troppo corti. 

Questo tipo di inestetismi può essere ugualmente corretto con tecniche chirurgiche mini-invasive, a volte associate a terapie protesiche minimali come faccette e corone.